
Meraki è un termine di origine antica, difficilmente traducibile, che indica l’amore con cui facciamo le cose: il mettere una parte di noi stessi in ciò che realizziamo. Può essere amore o creatività; in una sola parola, significa “Passione”. Meraki è già dentro di noi: si tratta solo di cercarlo, scoprire ciò che ci piace e fare ciò che ci rende felici. E quale strumento migliore per farlo se non la curiosità? Essere curiosi ci permette di esplorare, di dedicarci a ciò che ci attrae, fino a scoprire la nostra passione. Poi c’è il tempo: serve allenarsi con costanza, perché la passione diventi la nostra energia “pulita” per vivere una vita piena e autentica. Quando viviamo la nostra passione, il tempo sembra scomparire e diventiamo contagiosi per chi ha la fortuna di orbitare vicino a noi. Poiché gran parte della nostra vita è dedicata al lavoro, sarebbe ideale far coincidere passione e professione. Quando questo non è possibile, il lavoro può comunque diventare lo strumento per sostenere ciò che amiamo. Esiste però una controindicazione: la passione non deve trasformarsi in ossessione, né soffocare chi ci circonda con comportamenti egoistici o con il bisogno di adattarsi agli altri per mantenere relazioni forzate. In questo breve racconto sono disseminati personaggi e spunti, con l’auspicio che possano stimolare la curiosità del lettore e invitarlo ad approfondire il proprio Meraki.